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Covid: Vaccino, allarme Regioni ‘Mancano medici e siringhe’

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Carenze di personale sanitario e di siringhe: sono le zavorre che stanno rendendo tutt’altro che sprint la partenza della campagna per la vaccinazione contro il Covid in Italia. Nei primi tre giorni sono state somministrate oltre 52mila dosi, poco più di una su dieci delle 469.950 fiale Pfizer-Biontech già consegnate. All’estero si prosegue a ritmo decisamente più elevato: tralasciando Israele, che ha vaccinato oltre l’11% della popolazione, dall’Inghilterra alla Germania, passando per Polonia e Croazia, molti stanno facendo meglio dell’Italia, che finora ha coperto lo 0,08% dei cittadini (ma va tenuto conto che al momento il vaccino non è previsto sotto i 16 anni). Occorre una poderosa accelerazione”, avverte la sottosegretaria alla Salute Sandra Zampa, sottolineando che “le regioni devono mettersi a correre: nessuna dose utilizzabile può attendere di essere usata anche solo per qualche ora. Usiamo anche le ore serali ma corriamo. Presto arriverà anche Moderna”. “Il ritmo a cui il vaccino viene somministrato in questi primi giorni è davvero preoccupante”, denuncia Italia Viva. In Lombardia i partiti di opposizione, Pd e M5S, attaccano la giunta Fontana parlando di “confronto disarmante con altre Regioni”. “Polemiche pretestuose”, è la replica dell’assessore regionale al Welfare, Giulio Gallera, e Stefano Bonaccini, presidente dell’Emilia Romagna e della Conferenza delle Regioni, predica pazienza: “Mi metterei a guardare tra qualche giorno e qualche settimana, non minuto per minuto”.