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Covid: Ristoratori ‘ioapro’, ‘Ci multano? Faremo migliaia di ricorsi’

‘Non è protesta, ma sopravvivenza: siamo al collasso, non possiamo più pagare dipendenti, bollette, mutui’

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Ha già raccolto oltre 50mila adesioni da tutta italia “ioapro“, l’iniziativa social che invita i ristoratori a restare aperti, a partire dal 15 gennaio, contro le restrizioni anti Covid imposte dal governo. “E’ una questione di sopravvivenza, siamo al punto di non ritorno, ma ci proviamo lo stesso”, spiega Umberto Carriera (nella foto), il ristoratore “ribelle” di Pesaro che ha collezionato multe e sospensioni per aver aperto alcuni suoi locali malgrado i divieti. “Non è una protesta o una manifestazione di un giorno, è sopravvivenza: siamo al collasso, non possiamo più pagare dipendenti, bollette, mutui”. Spronato dalle domande di Salvini, che lo ha invitato per un confronto sulla sua pagina Facebook, Carriera ha spiegato che “ci stanno contattando migliaia di persone, anche palestre, piscine e mondo dello spettacolo. E anche i cittadini ci sostengono, ci chiedono di riaprire”. “Se arrivano le forze dell’ordine prenderemo la multa e la metteremo nel cassetto, prenderemo le multe fatte anche ai nostri clienti, faremo migliaia di ricorsi”. Lo conferma Umberto Carriera, ristoratore di Pesaro, che spiega l’iniziativa #ioapro del 15 gennaio, che prevede attività di locali, ristoranti e bar, in difformità a quanto previsto dai dpcm per fronteggiare il coronavirus. “Noi – conclude – apriamo venerdì, altrimenti non riapriamo più”.